I VIDEO PER RACCONTARE L’AMBULATORIO DI SOSTEGNO PSICOLOGICO DI AIL MILANO

Come si svolge il primo colloquio con lo psicologo? 

Molti immaginano il primo colloquio con lo psicologo come una sorta di interrogatorio in cui il professionista, attraverso una serie di domande o di test, etichetterà e giudicherà il paziente, indagando gli angoli più oscuri della sua personalità.
In realtà quello che accade durante un primo colloquio è un incontro. Un incontro autentico, costellato da vissuti di ansia e preoccupazioni, tipici di un primo appuntamento tra due persone.
Nello specifico si tratta di un incontro tra una persona che, a seguito di una diagnosi di malattia, si ritrova persa nel suo spazio e nel suo tempo e un professionista che, attraverso la sua competenza e conoscenza può fornirgli gli strumenti per ritrovarsi e affrontare il percorso terapeutico.
Come avviene, dunque, un colloquio psicologico all’interno dell’Ambulatorio AIL?
La persona attraverso un’impegnativa rilasciata dal suo medico curante contatta AIL Milano e noi provvederemo a metterci in contatto con lui/lei per fissare un primo appuntamento così da conoscerci, condividere la propria storia, l’unicità dei propri vissuti e definire degli obiettivi su cui lavorare insieme.
Perché chiedere un appuntamento? Il percorso oncoematologico può essere molto faticoso. I tempi di cura possono protrarsi per lunghi periodi di tempo e possono debilitare il corpo.
Possono cambiare ruoli e le dinamiche relazionali, lavorative e familiari che fino al momento della diagnosi hanno contribuito a definire i punti su cui “potersi sentire” stabili dentro la propria esistenza.
Ci si può sentire stanchi e affaticati e si può sentire la necessità di condividere paure, dubbi , stanchezza, tempo e spazio. Si possono vivere momenti di sconforto che possono perdurare nel tempo.
Per tutte queste ragioni può essere importante far riferimento a dei professionisti per dedicarsi uno spazio e un tempo in cui condividere l’esperienza di malattia, i vissuti celati dietro alla sofferenza e le difficoltà incontrate.
E costruire, insieme al professionista, una cornice della propria esperienza in cui potersi riconoscere nuovamente. 

 

Psicologia e Onco-ematologia 

La malattia onco-ematologica colpisce principalmente il corpo che viene sottoposto a cure spesso invasive e di lunga durata.
È un tempo in cui, nel prendersi cura del corpo, la persona si allontana passo dopo passo da tutto ciò che definiva la sua vita: il suo lavoro, la sua famiglia, i suoi progetti, le sue passioni, i suoi interessi.
Tutto ciò che era familiare improvvisamente diventa sconosciuto e la persona si ritrova faticosamente a cercare delle risposte a domande che mai nella vita pensava che si sarebbe dovuto porre.
L’inimmaginabile entra a far parte della vita e la persona si ritrova smarrita dentro la sua esistenza con un corpo che non conosce e in un mondo che sente decisamente lontano da lui.
È all’interno di questa cornice che si definisce il ruolo dello psicologo con i pazienti onco-ematologici e con le loro famiglie.
La psicologa, specializzata in ambito oncologico, accompagna la persona nel punto in cui si è smarrita per iniziare un percorso, più o meno lungo a seconda delle diverse necessità, atto a ridefinire ruoli e progetti e individuare le risorse necessarie a fronteggiare il percorso terapeutico. 

AIL Milano a tale scopo ha da qualche mese attivato uno spazio di supporto psicologico gratuito, interamente dedicato ai pazienti oncoematologici e alle loro famiglie.

Per avere maggiori informazioni contatta AIL Milano allo 02 76015897 o scrivi a info@ailmilano.it

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