CI LASCIA UN IMPORTANTE EMATOLOGO ITALIANO, PRESIDENTE DEL COMITATO SCIENTIFICO AIL.
GRAZIE AL SUO LAVORO E A QUELLO DEL GIMEMA OGGI LA LEUCEMIA ACUTA PROMIELOCITICA SI PUÒ CURARE SENZA CHEMIOTERAPIA.

Nato a Palermo nel 1955, Francesco Lo Coco si era laureato in medicina a Pisa nel 1981 e specializzato nel 1985 in Ematologia all’Università Sapienza di Roma con il Prof. Mandelli, uno dei suoi mentori. Dal 1992 al 1994 è stato visiting researcher presso il Dipartimento di Genetica della Columbia University di New York, dove ha lavorato sulla patogenesi molecolare del linfomi.

Era Professore Ordinario di Ematologia e Direttore della UOC Laboratorio di Oncoematologica del Policlinico Tor Vergata di Roma, dove si occupava in particolare di caratterizzazione genetico-molecolare e terapia delle neoplasie ematologiche. Era anche Presidente del Comitato Scientifico AIL e Coordinatore del Gruppo di Studio sulla Leucemia Promielocitica GIMEMA.

Nella sua carriera ha ricoperto ruoli di primaria importanza: era Chairman dell’Education Committee della European Hematology Association, membro dell’Editorial Board delle riviste Leukemia, Journal of Clinical Oncology ed Haematologica, dal 2000 al 2002 è stato Presidente della Società Italiana di Ematologia Sperimentale ed è stato componente della Commissione per la Ricerca Sanitaria del Ministero della Salute nel 2001 e nel 2002.

Il Professore ha firmato oltre 300 articoli originali su riviste internazionali e ha coordinato numerosi progetti di ricerca sulla genetica molecolare della Leucemia Acuta Promielocitica (LAP) e la Leucemia Acuta Mieloide (LAM).

Proprio nella lotta alla LAP il Professore ha ottenuto i maggiori successi della carriera. Nel 2013 il New England Journal of Medicine, una delle riviste mediche più autorevoli del mondo, pubblica uno studio firmato dal Professor Lo Coco e da altri importanti ematologi del gruppo GIMEMA, sulla cura di questa rara forma di leucemia senza l’uso di chemioterapici. L’impegno del Professore contro questa malattia viene premiato 2018 a Stoccolma con il Josè Carreras Award, riconoscimento istituito in onore del tenore ammalatosi di leucemia nel 1987.

Ci lascia un grande medico e ricercatore, una persona che ha lottato in prima fila non solo per guarire i pazienti, ma anche per rendere migliore la loro qualità di vita. L’AIL tutta piange una perdita che non è solo dell’Associazione ma di tutta la comunità scientifica.

“Una notizia che mi spezza il cuore. Ci ha lasciato un uno dei più grandi medici ematologi che abbia mai conosciuto, un grande uomo ma soprattutto un amico sincero. Francesco era innamorato della sua professione e l’Ematologia ha avuto un salto di qualità grazie al suo meticoloso lavoro costante. Penso a giugno scorso quando, a Stoccolma, ricevette il prestigioso premio Jose Carreras Award per gli studi che hanno cambiato la storia della Leucemia Promielocitica Acuta; se oggi infatti è una malattia che può essere curata senza chemioterapia è merito suo. Ciao Francesco, porterò con me i tanti momenti passati insieme, momenti di complicità e di confronto. Ti ho sempre stimato e ribadisco che tutta la comunità scientifica ha perso un grande protagonista”.
Sergio Amadori, Presidente nazionale AIL

“Da quando sono arrivato qui in AIL, il tuo nome era nominato spesso. Ero curioso di sapere che tipo di persona fossi e quando ho avuto la fortuna di conoscerti (perché proprio di fortuna si tratta) l’ho capito. Un uomo elegante e gentile nei modi, professionale nella sostanza. Ripenso a tutti i successi che hai ottenuto e a quanti ne avresti potuto ottenere… Fare tua conoscenza mi ha arricchito professionalmente ed umanamente, eravamo tutti felici di averti a capo del Comitato Scientifico dell’Associazione, un ruolo nevralgico che ricoprivi con orgoglio e passione. Ci mancherai tanto Professore”.
Francesco Gesualdi, Direttore Generale AIL

 

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