Tutto iniziò nel 2010 quando a Emily Whitehead, cinque anni, venne diagnosticata la leucemia linfoblastica acuta.
Venne sottoposta a numerosi cicli di chemioterapia, ma la malattia pareva inarrestabile. Nel giro di un paio di anni, la bambina era in fin di vita e per lei non restavano che le cure palliative. Ma i medici del Children’s Hospital di Philadelphia vollero fare un ultimo tentativo usando, per la prima volta al mondo, una nuova terapia chiamata Car T, composta da due elementi, il linfocita T (una cellula-chiave del sistema immunitario) e il Car (un recettore artificiale), combinati insieme per annientare le cellule malate.

Due settimane dopo la somministrazione, ecco la grande sorpresa: del tumore non c’era più alcuna traccia. Una remissione definitiva, che dura ancora oggi. È una delle tante storie raccontate nel libro Come batteremo il cancro. La sfida dell’immunoterapia e delle Car T, scritto da Fabio Ciceri, professore ordinario di Ematologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e presidente del Gruppo italiano di trapianto di midollo osseo (Gitmo), e da Paola Arosio, giornalista e divulgatrice scientifica, e pubblicato dall’editore Raffaello Cortina. Come spiega il volume, facendo riferimento agli studi più recenti e autorevoli, le Car T possono essere una valida “arma” per contrastare con successo, quando i precedenti trattamenti hanno fallito, questo tipo di leucemia, che rappresenta il tumore più frequente in età pediatrica, ma anche i linfomi a grandi cellule B.

Dal 2019 la terapia è disponibile anche in Italia, in Centri di ematologia e oncoematologia altamente specializzati. Attenzione, però. Perché il trattamento, pur promettente, non è una sorta di bacchetta magica valida in tutti i casi ma, essendo gravato da controindicazioni e da effetti collaterali anche di rilievo, può essere prescritto solo dopo un’accurata valutazione da parte degli specialisti. 

Comunque sia, nel caso di queste due patologie un importante traguardo è stato raggiunto a vantaggio di tanti pazienti. A breve, come spiega il testo con dovizia di particolari, giungeranno Car T contro altri tumori del sangue, come leucemia linfatica cronica, leucemia mieloide acuta, linfoma follicolare, linfoma mantellare. Molto atteso nel nostro Paese è l’arrivo di una Car T contro il mieloma multiplo, già approvata negli Stati Uniti nel marzo del 2021 e in Europa nell’agosto del medesimo anno.   

Ora i ricercatori di tutto il mondo stanno continuando gli studi con l’obiettivo di riuscire a contrastare con le Car T anche alcuni tumori solidi, nonostante le sfide da affrontare siano numerose e complesse.

In particolare, sono in sperimentazione terapie di questo tipo contro glioblastoma, mesotelioma, carcinoma del fegato, del pancreas, del colon-retto, della prostata, della tiroide. E anche contro il neuroblastoma, un tumore che ha origine dalle cellule dei nervi e che colpisce soprattutto i bambini. In tutti questi casi, sono state somministrate ai malati le supercellule con riscontri iniziali positivi, che dovranno tuttavia essere corroborati da ulteriori studi.

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