Alcune semplici regole da seguire per tutelare la salute di chi si trova già in condizioni di particolare fragilità a causa delle terapie necessarie per affrontare un tumore del sangue.

Chi è in cura per una patologia onco-ematologica è particolarmente esposto al rischio di ammalarsi perché le terapie a cui deve sottoporsi regolarmente indeboliscono gravemente il sistema immunitario. Per questo la pandemia di Covid-19 che ha già colpito duramente l’Italia e in particolar modo la Lombardia – regione nella quale moltissimi malati sono costretti a trasferirsi per ricevere le terapie necessarie – rende ancora più delicata la situazione di chi, come i pazienti onco-ematologici, si trova già in condizioni di particolare fragilità. Ecco allora alcune importanti raccomandazioni a tutela della salute dei malati suggerite da Paolo Corradini, presidente della Società Italiana di Ematologie e direttore del Dipartimento di Ematologia dell’IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, e Sergio Amadori, presidente di AIL Nazionale.

Essendo più a rischio delle altre persone, questi pazienti devono prendersi cura di sé stessi anche più del solito, rispettando rigorosamente le misure restrittive adottate dal Governo e, soprattutto, uscendo di casa il meno possibile e solo per ragioni essenziali. Per il resto, le precauzioni sono le stesse che dovrebbero adottare tutti i cittadini italiani in questo momento: lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, mantenere le distanze di sicurezza, evitare luoghi affollati e usare la mascherina nel caso in cui fosse necessario entrare in contatto con altre persone.

In generale, queste regole sono valide per tutti i pazienti onco-ematologici e per tutti quelli che, come i familiari, convivono con loro. Deve avere uno scrupolo in più chi sta eseguendo ora trattamenti di chemio- o radioterapia, chi sta sperimentando le nuove terapie a base di cellule CAR-T e chi ha fatto un trapianto di midollo da pochi mesi e continua ad assumere farmaci immunosoppressori. Queste categorie di persone devono uscire soltanto per recarsi in ospedale – dove sono stati adottati protocolli specifici per minimizzare i rischi di contagio – e delegare ogni altra attività ai familiari per non esporsi al contatto con altre persone.

Per tutti coloro che, invece, dovessero sottoporsi semplicemente a una visita di controllo il consiglio degli ematologi è quello di rinviare tutto ciò che può essere rinviato perché non strettamente necessario, seguendo le indicazioni del proprio medico curante. Analogamente, sarebbe meglio evitare di chiedere consulti medici in altre città a meno che non siano assolutamente urgenti. Chi fosse costretto a spostarsi per sottoporsi a terapie che non sono disponibili nelle vicinanze del luogo di residenza dovrebbe rivolgersi al proprio medico di famiglia e all’ematologo di riferimento per capire come muoversi in sicurezza, eventualmente ricorrendo all’ambulanza.

Infine, qualora dovessero manifestarsi i sintomi di una potenziale infezione da Coronavirus bisogna chiamare il medico di base o il proprio ematologo e valutare se è necessario eseguire un tampone. Se ammalarsi è invece un familiare, oltre a seguire la stessa procedura, è bene fin da subito cercare di vivere separati in casa, in modo da evitare il contagio.

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