La terapia a base di cellule CAR-T è una terapia innovativa basata sull’utilizzo di linfociti T autologhi che hanno la capacità di attivare una risposta immunitaria specifica contro le cellule tumorali. In sostanza, i linfociti T del paziente vengono prelevati e modificati geneticamente in laboratorio in modo da renderli capaci di riconoscere le cellule tumorali. Quando vengono “restituiti”, o reinfusi, al paziente, queste cellule modificate, dette CAR-T, entrano nel circolo sanguigno e sono in grado di eliminare le cellule tumorali attraverso l’attivazione di un’opportuna risposta immunitaria.

Si tratta di una terapia destinata a pazienti selezionati e idonei, che a oggi, in Italia, è stata approvata per il trattamento di pazienti affetti da linfomi non-Hodgkin a grandi cellule o da linfoma primitivo del mediastino che non hanno risposto alle cure o hanno subito ricadute dopo aver ricevuto almeno due linee di terapie convenzionali. Il grande potenziale della terapia a base di cellule CAR-T è la possibilità di trattare con successo pazienti che non hanno alternative terapeutiche. Un vero e proprio “trattamento salvavita”, che risulta efficace nel 32-40% dei casi. I possibili effetti collaterali che sono stati osservati dopo infusione sono la cosiddetta sindrome da rilascio citochinico (uno stato di tossicità causato dall’iperattivazione del sistema immunitario) e alcuni effetti neurologici avversi, che si manifestano nel 25% circa dei pazienti trattati.

Due farmaci prodotti con la tecnologia CAR-T sono stati approvati da FDA ed EMA –le agenzie rispettivamente americana ed europea dei farmaci– per il trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) ricaduto o refrattario (r/r) e il linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL). Dall’anno scorso, entrambi i farmaci sono venduti in Italia e sono rimborsati dal SSN.

Di recente, anche grazie al generoso contribuito di AIL Milano, la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori –uno dei centri italiani di riferimento per la terapia a base di cellule CAR-T– ha condotto uno studio osservazionale prospettico che valuta l’accessibilità e la fattibilità del trattamento per i pazienti r/r, DLBCL e PMBCL riferiti alla struttura. Di seguito riportiamo i dati preliminari di attività immunologica nei pazienti infusi, nonché i dati del follow-up a 30 e 90 giorni post-infusione e ogni tre mesi successivamente.

Dal mese di ottobre del 2019, sono stati registrati 90 pazienti con un’età media di 53 anni potenzialmente idonei al trattamento, 70 dei quali affetti da DLBCL e 20 da PMBCL. Tra questi, solo 27 –pari al 30% del totale– sono stati considerati idonei a ricevere la terapia, mentre 54 sono stati esclusi a causa della rapida progressione della malattia o per via del coinvolgimento di complicanze e 9 a causa di patologie concomitanti.

Al 10 febbraio 2020, 20 dei pazienti selezionati sono stati infusi presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, mentre altri 7 sono in attesa di ricevere il trattamento. Dopo un follow-up medio di 108 giorni, 14 dei pazienti trattati sono risultati valutabili per la risposta: 5 di loro erano in remissione completa, 2 in remissione parziale e 7 non hanno risposto al trattamento.

In conclusione, sebbene il tempo necessario per pianificare il trattamento e le 4 settimane necessarie per ottenere le cellule rappresentino ancora una sfida clinica, nella maggior parte dei pazienti trattati è stata osservata un’attività anti-linfoma specifica: numeri piccoli ma molto incoraggianti.

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