Essere trasparente: l’essenza del tumore ematologico

I tumori del sangue sono invisibili, circolano nel sangue e non possono essere rimossi chirurgicamente. Sono trasparenti ma presenti con la chemioterapia, con la radioterapia, i trapianti , le infezioni e gli interventi; passaggi che contribuiscono a definire l’immagine del tumore e della malattia.

Dal momento in cui la persona riceve una diagnosi di neoplasia ematologica si avvia un lungo percorso terapeutico contraddistinto da dubbi, incertezze, paure e bisogni. Passo dopo passo l’esperienza di malattia diventa così intima al punto da prevaricare sull’identità della persona e accompagnarla verso un lento e graduale cambiamento dell’immagine di sé.

Nello specchio si vedono i segni della malattia; il mondo non è più un posto familiare e sicuro ed è percepito come lontano ed estraneo; amici, parenti e colleghi si interessano principalmente dello stato di salute e dell’andamento della malattia. La persona diventa trasparente a sé e i suoi ritmi, ruoli e progetti sono scanditi dalla presenza assente di una malattia in cui riconoscersi e identificarsi diventa un modo, a volte l’unico, per sentire ancora la propria presenza nel mondo.

Questo sentire è normale e reattivo al percorso di malattia e va compreso alla luce della storia di vita personale.

Contestualizzare, con l’aiuto di professionisti esperti, il proprio sentire è un passaggio molto importante nel percorso di cura perché permette di essere presenti a sé, riconoscersi e individuare le risorse necessarie a fronteggiare l’esperienza di malattia.

Eleonora Criscuolo

Eleonora Criscuolo

Psicologa Psicoterapeuta

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