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Cambia la legge sul Terzo Settore con l’abrogazione della storica legge 266/91. Tante le novità della riforma, dalle nuove opportunità per la raccolta fondi all’abolizione del tetto massimo alle deduzioni fiscali, fino alla drastica riduzione delle imposte sull’acquisto di immobili.

Carlo Mazzini – consulente di enti non profit sulla legislazione del Terzo Settore

Tra le tante riforme varate in questa legislatura che sta volgendo al termine, ce n’è una che interessa il non profit e quindi anche la nostra AIL Milano. Tra luglio e agosto scorso, infatti, sono stati promulgati tre decreti legislativi relativi al 5 per mille, all’Impresa sociale e al Codice del Terzo Settore. Quest’ultimo riveste una particolare importanza per AIL Milano in quanto rivoluziona in profondità molti aspetti gestionali degli Enti del Terzo Settore (così ora verranno chiamati gli enti non profit) e i loro rapporti con i donatori. Il Codice (D Lgs 117/07) ha una struttura complessa, ben 104 articoli, e per lo specifico di AIL sostituisce, abrogandola, la storica legge 266/91, che da un quarto di secolo dettava le regole degli enti del volontariato. La nuova norma è una legge “a rilascio graduale”, in quanto alcune parti entrano in vigore fin dal 2018, mentre per altre bisognerà aspettare il 2019 e la produzione di ben 42 decreti attuativi.

Che cosa cambia per AIL Milano?

Partiamo dalle attività che caratterizzano gli Enti del Terzo Settore. Un articolo definisce ben 26 campi di azione tra i quali quelli propri di AIL (assistenza sociale, ricerca scientifica), introducendo anche la possibilità di realizzare “attività diverse” che implementeranno la raccolta fondi anche di natura commerciale, finora non concessa alle organizzazioni di volontariato.

In relazione ai controlli (organi di controllo, revisori dei conti) vengono confermate le buone prassi di AIL Milano che come noto da anni su base volontaristica si è munita di queste importanti funzioni per garantire il controllo da parte di professionisti della buona gestione dell’Ente. Anche l’obbligo di redazione del Bilancio Sociale, documento che descrive in modo più compiuto le attività dell’Ente e le sue ricadute sul territorio, conferma la bontà dell’intuizione di AIL che lo redige ininterrottamente dal 2005.

A partire dal prossimo 1° gennaio, sarà possibile donare ad AIL portando in deduzione le donazioni fino al 10% del proprio reddito dichiarato, senza più il limite di 70mila euro ad oggi vigente. Inoltre, se AIL intenderà acquistare altre unità immobiliari per continuare ad assistere un numero sempre maggiore di persone, vedrà ridotte drasticamente le imposizioni sull’acquisto (ora al 9%) fino a poche centinaia di euro. Sarà possibile acquisire in comodato gratuito immobili non utilizzati di proprietà pubblica o sequestrati alle mafie e procedere a campagne di raccolta fondi dedicate consentendo ai donatori di ottenere, tramite il credito d’imposta, risparmi fiscali maggiori di quelli concessi per le semplici donazioni.

La norma eleva l’importanza del lavoro volontario quale perno di tutti gli Enti del Terzo Settore, in quanto il legislatore ha ben compreso come siano proprio i 6 milioni di volontari che apportano il maggiore contributo alla crescita del welfare e della coesione sociale. In relazione alle attività commerciali, verrà attivato dal 2019 un regime specifico di semplificazione dell’imposizione diretta e indiretta (IVA) che permetterà anche ad AIL di procedere al finanziamento delle proprie attività vendendo -non più occasionalmente- beni e servizi ai propri sostenitori.

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